La ristorazione è matematica e creatività

“Metto qualcosa di creativo e innovativo in pentola e apro.”

Qualcuno la pensa ancora così, quando si immagina aprire un’attività ristorativa in Italia.

Come se bastasse avere un paio di piatti in mente e improvvisarsi in qualche modo, quasi fosse un’attività facile e dai guadagni immediati.

Dobbiamo dircelo: il settore della ristorazione è ancora scarsamente professionalizzato, quasi tutto è intuitivo e, spesso, non si ha idea né dei numeri, né delle energie che inconsapevolmente si disperdono.

Non basta la creatività, un ristorante è un’azienda e, come tale, va approcciato con una gestione manageriale.

Di esempi “vincenti” potrei citarne tantissimi, a partire dal modello Berberé, oggi una catena di pizzerie, ieri la pizzeria di Castel Maggiore che si è espansa in tutta Italia grazie ad un’idea forte e una capacità gestionale ancora più forte.

Partiamo da un’ambizione, un desiderio, un’intuizione creativa, certamente, ma poi “piantiamo i piedi per terra” per capire se l’idea è realizzabile e come è possibile realizzarla.

Dallo studio del territorio, del segmento di mercato in cui inserirsi, alla struttura interna, dall’elaborazione di un budget alla progettualità della gestione: la ristorazione è anche matematica.

L’entusiasmo e la vena artistica sono importanti ma la concretezza lo è di più.

Hai in mente un’idea per la tua start up nel mondo dell’ospitalità e della ristorazione? Costruiamola insieme affinché nasca e si evolva: contattami!

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