In che modo ci relazioniamo con l’ospite? È questione di postura

Apro la porta d’ingresso del ristorante, entro e incrocio lo sguardo della responsabile di sala.

Lei non ha ancora detto nulla, non ha ancora fatto in tempo a salutarmi con la voce, eppure mi sento già a mio agio: è bastato lo sguardo, attento e diretto, è bastata l’apertura delle sue spalle, in una postura accogliente, per avviare una comunicazione efficace, positiva.

I gesti, gli sguardi, il sorriso… Si tratta di sfumature minuscole ma immediatamente evidenti: lo noto tutte le volte in cui entro in un ristorante, in un hotel, in una struttura d’ospitalità.

Diamo per scontato che bastino solo le “basi tecniche” per rendere efficiente lo staff del nostro ristorante, della nostra cantina o del nostro hotel. In realtà, le competenze sono gli strumenti necessari per svolgere al meglio il proprio compito, ma non sono sufficienti: per emergere e distinguersi, per rendere quindi la customer experience un ricordo memorabile, ci sono altri elementi da affinare.

La postura, il tono di voce, la forma mentale fanno parte di quelle iper nominate soft skills che sembrano inafferrabili, ma che si rivelano determinanti, perché diventano il mezzo con cui instaurare una connessione autentica con l’ospite.

Mai come oggi, risulta difficilissimo formare il personale di sala e di cucina alla relazione con l’ospite, perché non ci si può più limitare alla tecnica, serve qualcosa in più che crei un’emozione, un ricordo, una sensazione.

Mai come oggi, costruire un training su misura per la formazione del personale di sala e cucina si rivela essere il valore aggiunto per rafforzare l’identità di un’attività ristorativa che aspiri a fare di più: contattami, lavoriamoci insieme!

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